martedì 22 novembre 2016

Walking in my shoes 732' parte

22/11/2016, ore  12.31, da https://www.twitter.com/

  1. Giorno di pioggia su Milano ma Linus e Nicola sono sempre in onda fino alle 12! Da voi com'è il cielo?
  2. A bordo dell’aereo che riporterà la salma a Washington, il suo vice L. B. Johnson presterà giuramento come nuovo presidente
  3. “terrificante. Adesso · Secondo un principio della cristianità, SE TU NON AIUTI QUALCUNO QUANDO è IN...”
  4. Uefa Champions League calcio ...
  5. Ecco, BRAVI, BRAVE! A TUTTI/E quelli/e che … CONTINUATE coi vostri tatuaggi e i vostri"selfie"! 😨😬😈😷💀☕😯...
  6. Diretta news video in live streaming - Sky
  7. 📷
  8. What's It Take To Get A Jet Engine Up And Running?
  9. Weed Is Legal In Eight States. Here's What You Need To Know Before Lighting Up
  10. Stasera fate un fioretto: non parlate di referendum .... che litigate e basta ! Parlate di vacanze , dormirete meglio
  11. BREAKING: After masturbating a teammate in hazing incident, Rangers prospects facing charges. News at Yahoo Sports:
  12. "Perché sa far paura anche la felicità." —
  13. SEREGNO – PER L’ EMERGENZA ABITATIVA UN CONTRIBUTO ALLE FAMIGLIE
  14. CALCIO – DRO – SEREGNO : 0-1
  15. BREAKING NEWS: announces it has “parted ways” with head coach Jurgen Klinsmann.
  16. FOCUS: (22:00) Disastri in orbita 21/11/2016
  17. Selena Gomez makes first public appearance at since announcing 'time off' nearly 3 months ago
  18. Alle 20 su alcuni protagonisti di "Come Diventare Grandi Nonostante I Genitori" - Chi?
  19. “terrificante. Adesso · “Vedo” tanti maschi essere U o m i n i: indubbiamente molto più di me! Per...”
22/11/2016, ore 12.29, da http://digg.com/ 
WHERE'S THE WALL?

Trump's transition team has finally gotten more specific, outlining their vision for his first few months as president. On the docket: Quit the TPP, cancel restrictions on American energy, reduce regulations, protect American infrastructure, investigate visa abuses and impose a five-year ban on executive officials lobbying once they've left the administration.
TRIPLING DOWN

College football fans are no strangers to blowouts. Just look at the 2016 season: Missouri pummeled Delaware State, 79-0; Michigan smothered Rutgers, 78-0; Miami slugged Florida A&M, 70-3. But those games sound like gentle drubbings compared to the lopsided 1916 skirmish between Georgia Tech and Cumberland University, which ended 222-0.
'BURGER KING DOE'

He appeared out of nowhere. He had no name, no memory, no past. He was the only person the FBI ever listed as missing even though they knew where he was. How could B.K. Doe remain anonymous in the modern age’s matrix of observation?
DINNER WILL BE SERVED IN 31 DAYS

There's a small community of health fanatics who purport to have given up food for a month at a time or more. Weight loss, if accomplished, is often underplayed, as though it’s a mere fringe benefit to the enlightenment that self-imposed starvation provides.

Upcoming


22/11/2016, ore 11.57, da https://it.wikipedia.org/wiki/Assassinio_di_John_Fitzgerald_Kennedy

Assassinio di John Fitzgerald Kennedy

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
1leftarrow blue.svgVoce principale: John Fitzgerald Kennedy.
Assassinio di J. F. Kennedy
John F. Kennedy motorcade, Dallas.jpg
Il presidente Kennedy con la moglie, Jacqueline, il governatore del Texas John Connally e la consorte Nellie Connally, nella limousine presidenziale, pochi istanti prima dell'assassinio.

Stato Stati Uniti Stati Uniti
Luogo Dallas
Obiettivo John Fitzgerald Kennedy
Data 22 novembre 1963
12:30
Tipo attentato
Morti John Fitzgerald Kennedy
Feriti John Connally
Sopravvissuti Jacqueline Kennedy, Nellie Connally
Responsabili Lee Harvey Oswald
L'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d'America, avvenne venerdì 22 novembre 1963 a Dallas, Texas, alle 12:30 ora locale (18:30 UTC). John Fitzgerald Kennedy fu ferito mortalmente da colpi di fucile, sparati dall'operaio, attivista ed ex militare Lee Harvey Oswald, mentre viaggiava con la moglie Jacqueline, con il governatore John Connally (ferito gravemente) e la moglie di quest'ultimo, Nellie, a bordo della limousine presidenziale (una Lincoln Continental del 1961) nella Dealey Plaza.
Per indagare sull'accaduto venne creata un'apposita commissione d'inchiesta, la commissione Warren, secondo le cui indagini - svolte tra il 1963 ed il 1964 - Kennedy fu colpito da un unico cecchino (lone gunman theory).[1] Questa conclusione ha inizialmente incontrato un ampio sostegno da parte del pubblico statunitense, ma successivi sondaggi d'opinione, a partire dal Gallup poll del 1966, hanno dimostrato come molti dei lettori fossero invece di parere contrario,[2][3] tanto che nel 1976 venne creato un nuovo organo, la United States House Select Committee on Assassinations (HSCA) che presentò il risultato del suo lavoro nel 1979.
La HSCA, basandosi in parte su prove acustiche[4], ipotizzò che vi fossero stati quattro spari, di cui tre (compreso il colpo mortale) ad opera di Oswald e uno forse di un altro cecchino, concludendo che lo psicolabile Lee Harvey Oswald, poco dopo ucciso dal criminale Jack Ruby, potrebbe avere agito nel quadro di un progetto coinvolgente più persone, secondo diversi sostenitori di varie teorie del complotto.

Indice

Problemi di sicurezza

Il disinvolto comportamento di JFK costituiva un grosso problema per gli addetti alla sua personale sicurezza. In particolare la sua frequente attività sessuale con amanti più o meno occasionali e la complicità del suo staff comportava difficoltà agli addetti dei servizi segreti preposti alla sua sicurezza. La gestione del problema nel suo insieme si era deteriorata. A titolo di esempio, JFK era solito ricevere nel locale con piscina, che aveva fatto predisporre presso la Casa Bianca, due avvenenti fanciulle le cui identità personali erano ignote persino al personale della sicurezza, che le aveva soprannominate "Fiddle & Faddle". Durante la permanenza in piscina del Presidente, neanche gli agenti preposti alla sua sicurezza personale vi avevano accesso.[5] Inoltre, numerose erano le giovani e avvenenti donne, molte impiegate in uffici della Casa Bianca, con le quali JFK s'intratteneva sessualmente, così come lo erano altre ragazze che ebbero con lui rapporti rapidi ed occasionali: hostess, donne del mondo dello spettacolo, giovani che aveva conosciuto quando queste lavoravano per la sua campagna elettorale e anche prostitute, tutte definite dai Servizi di sicurezza come happening babies (ragazze per l'occasione).[6] Tutto ciò veniva fatto con l'impegno assoluto a non insospettire la moglie Jacqueline, impegno che coinvolgeva in primis il suo assistente Dave Powers e, a seguire, i servizi di sicurezza, i quali si trovavano nell'ingrata e inattesa incombenza di dover proteggere il Presidente non solo dai nemici potenziali, ma anche dalla sua legittima sposa.[7] Naturalmente l'opinione pubblica americana era del tutto ignara dei comportamenti libertini del Presidente, così come poco si sapeva delle sue frequenti assenze, dovute a motivi della sua malandata salute.[8] L'aria di complicità che permeava l'entourage stretto del Presidente (inclusi gli uomini dei servizi di sicurezza, che, per altro, lo adoravano per il suo passato di eroe della seconda guerra mondiale),[9] la cordialità con cui tutti costoro venivano trattati da JFK, l'andazzo di "lasciar correre", violando così i rigidi regolamenti dei Servizi, in numerose delle occasioni degli incontri clandestini del Presidente, anche durante i suoi viaggi, a causa di disposizioni più o meno esplicite del medesimo, portò ad un rilassamento della sicurezza che era molto pericoloso. La notte precedente l'attentato, un gruppo di agenti deputati alla scorta del presidente si attardò fino a notte inoltrata a bere liquori nonostante la mattina alle ore otto dovessero prendere servizio, violando così palesemente il regolamento che vietava agli agenti di scorta al Presidente di assumere alcolici o stupefacenti.[10]
Fu poi lo stesso JFK che rese ancor più arduo il problema della sicurezza relativamente alla sua visita alla città texana di Dallas, allorché il 20 novembre disse al suo assistente Kenneth O'Donnell: «Non voglio la capote sulla macchina, tutte le texane devono vedere che bella ragazza è Jackie [La moglie Jacqueline Bouvier]».[11] Inoltre vietò ai mezzi di scorta l'uso delle sirene e non consentì che agenti in motocicletta affiancassero la limousine sulla quale avrebbero preso posto lui e la moglie.[12]

Segnali d'allarme

Volantino che circolò a Dallas il 21 novembre, il giorno prima dell'omicidio di Kennedy.
Il viaggio a Dallas era visto dai collaboratori e da molti esponenti del Partito Democratico come un grosso rischio che non doveva essere corso. Il senatore J. William Fulbright, autorevole esponente democratico dello stato dell'Arkansas gli aveva detto: «Dallas è un luogo estremamente pericoloso…Io non ci andrei. Lei non ci deve andare.».[11] Un mese prima Adlai Stevenson, allora Ambasciatore USA presso le Nazioni Unite, nominato durante la presidenza Kennedy e sostenitore di JFK nella campagna presidenziale del 1960, era stato aggredito proprio a Dallas da un nutrito gruppo di oppositori. Da una bozza del discorso che l'allora vicepresidente Lyndon B. Johnson aveva preparato per il discorso che avrebbe tenuto ad Austin, dopo la visita presidenziale a Dallas, risulta che l'incipit sarebbe stato «Signor presidente, grazie a Dio è uscito vivo da Dallas».[11] L'edizione di quel venerdì mattina del Dallas Morning News uscì con un annuncio listato di nero in cui si accusava di tradimento JFK[11] e il giorno prima era stato distribuito a Dallas un volantino, nella forma dei manifesti utilizzati per i ricercati, ove, sotto le immagini raffiguranti il volto di JFK di prospetto e di profilo, era scritto WANTED FOR TREASON (Ricercato per tradimento) con sotto un elenco di accuse contro di lui.
Kennedy stesso si rendeva conto di quanto fosse pericoloso quel tour. La mattina medesima del 22 novembre, guardando dalla finestra della sua camera all'Hotel Texas di Fort Worth, ove aveva pernottato giungendo da Houston, JFK disse, indicando il podio dal quale avrebbe tenuto un breve discorso: «Guardate il podio, con tutti quei palazzi intorno i servizi segreti non sarebbero mai in grado di fermare chi volesse colpirmi». Alla moglie, che esprimeva la sua preoccupazione per i rischi di un attentato, JFK aveva dato ragione, dicendo poi: «Oggi entriamo in una zona di fanatici…Sai, ieri sera sarebbe stata perfetta per uccidere un presidente. Intendo dire, supponi che un uomo nascondesse una pistola in una valigetta – mimò quindi uno sparo – poi avrebbe potuto lasciar cadere pistola e valigetta e mescolarsi alla folla.».[13]

Cronologia degli eventi

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cronologia dell'assassinio di John F. Kennedy.
La visita presidenziale nello Stato del Texas era la prima concordata tra JFK, Lyndon Baines Johnson e il governatore texano John Connally, durante un incontro dei tre a El Paso (Texas), il 6 giugno 1963.[14]
Il presidente Kennedy decise di intraprendere il viaggio con in mente tre obiettivi principali:
  • la ricerca di capitali per la campagna presidenziale del partito democratico
  • ottenere consensi per ricandidarsi alle elezioni del novembre 1964: nell'anno appena trascorso il suo indice di gradimento, secondo la Gallup, era sceso dal 76% al 59% ed egli considerava che solo con la conquista elettorale degli stati del Texas e della Florida, si sarebbero potute compensare le eventuali perdite di stati del Sud[11]
  • cercare una rappacificazione politica tra i leader del Partito Democratico texano che sembravano in lotta tra loro, tenuto conto che la lista Kennedy-Johnson aveva a malapena vinto in Texas nel 1960 (e nella città di Dallas aveva perso).
Il viaggio fu annunciato per la prima volta nel mese di settembre 1963. Il percorso del corteo fu stabilito il 18 novembre e reso noto pubblicamente intorno al 22. La terza settimana di ottobre 1963 Lee Harvey Oswald trovò impiego a tempo pieno al deposito di libri della Texas School a $ 1,25 orari (circa $ 7,64 nel 2006), grazie a Ruth Paine, un'amica della moglie di Lee, Marina, presso la quale quest'ultima si era trasferita con i figli.[senza fonte] Il 24 ottobre 1963, durante i festeggiamenti a Dallas dello United Nations Day, l'ambasciatore Adlai Stevenson II fu deriso, spintonato, e colpito da sputi. La polizia di Dallas, timorosa che un simile comportamento potesse verificarsi anche durante la visita del presidente, aumentò le misure precauzionali, mettendo in atto il maggior stato di sicurezza nella storia della città.[senza fonte]

L'arrivo all'aeroporto di Dallas

Venerdì 22 novembre 1963 alle ore 11.40 CST, Kennedy, sua moglie Jacqueline e il seguito presidenziale atterrarono all'aeroporto Love Field di Dallas, con l'Air Force One, partito poco prima dalla vicina Fort Worth. Le auto del corteo avrebbero dovuto seguire un certo ordine e allineamento di marcia, ma poco prima dell'arrivo di Kennedy, quest'ordine fu cambiato. Lo schema prevedeva il corteo presidenziale da Love Field, al centro di Dallas, per finire al Trade Mart, dov'era programmato il banchetto presidenziale: sarebbe dovuto entrare in Dealey Plaza alle 12.25 pm e dopo cinque minuti arrivare al Trade Mart dov'era atteso dall'amministrazione di Dallas, autorità religiose, leader politici e civili.
Alle tre reti televisive di Dallas erano stati assegnati compiti diversi: la WBAP-TV (NBC), con base a Fort Worth, avrebbe seguito la colazione ufficiale del presidente prima di partire per Dallas, la WFAA-TV (ABC) si sarebbe dovuta occupare dell'arrivo del presidente e del corteo. La KRLD-TV (CBS) avrebbe dovuto seguire il discorso del presidente al Trade Mart.

Il corteo presidenziale

Kennedy e Jacqueline a bordo della Lincoln, poco prima dell'assassinio.
Il corteo era così composto:
Sull'auto capofila (una Ford bianca) si trovavano:
  • alla guida il capo della polizia di Dallas, Jesse Curry
  • sul sedile anteriore destro, l'agente dello United States Secret Service Winston Lawson
  • sul sedile posteriore sinistro, lo sceriffo Bill Decker
  • sul sedile posteriore destro, l'agente Forrest Sorrels
Sulla Lincoln Continental del 1961, modello SS100X:
Sulla Cadillac Halfback decappottabile:
  • alla guida, l'agente Sam Kinney
  • sul sedile anteriore destro, l'agente Emory Roberts
  • sul predellino anteriore sinistro, l'agente Clint Hill
  • sul predellino posteriore sinistro, l'agente Bill McIntyre
  • sul predellino anteriore destro, l'agente John Ready
  • sul predellino posteriore destro, l'agente Paul Landis
  • sul sedile di mezzo a sinistra, l'assistente del presidente, Kenneth O'Donnel
  • sul sedile di mezzo a destra, l'assistente del presidente, David Powers
  • sul sedile posteriore sinistro, l'agente Gorge Hockey
  • sul sedile posteriore destro, l'agente Glen Bennet
Sulla Lincoln 1963 quattro posti, decappottabile:
  • alla guida, l'ufficiale di pattuglia responsabile, Hurchel Jacks
  • sul sedile anteriore destro, l'agente Rufus Youngblood
  • sul sedile posteriore sinistro, il senatore Ralph Yarborough
  • sul sedile posteriore destro, il vicepresidente Lyndon B. Johnson
  • sul sedile posteriore, tra i due, la moglie del vice presidente Claudia Alta Taylor Johnson
Su una Varsity blindata:
  • alla guida il capo della polizia di Stato texana
  • a fianco l'assistente del vice presidente, Cliff Carter
  • a destra, l'agente Jerry Kivett
  • sul sedile posteriore gli agenti Woody Taylor e Lem Johns
Sull'auto della stampa, prestata dalla compagnia telefonica:
Sull'auto della Stampa locale:
Precedevano e seguivano il corteo numerosi agenti di polizia in motocicletta.
Percorso del corteo presidenziale

Il percorso

Il percorso originario prevedeva che il corteo, entrato nella Dealey Plaza, proseguisse dritto su Main Street ma fu considerato che Elm Street rappresentava un percorso migliore, così il tragitto venne cambiato. La strada prevista fu quindi la seguente: all'uscita dell'aeroporto Love Field il corteo si sarebbe diretto a sinistra verso West Mockingbird Lane, poi a destra su Lemmon Ave, poi ancora a destra all'incrocio a Y su Turtle Creek Blvd. Avrebbe poi proseguito a diritto su Cedar Springs Rd. per poi svoltare a sinistra su North Harwood Street, svoltare a destra su Main Street, poi ancora a destra su Houston Street, poi a sinistra su Elm Street e proseguire nel triplo sottopassaggio, imboccando la via per il Trade Mart al n.2100 N.Stemmon.
Il corteo presidenziale viaggiò senza incidenti per quasi tutto il percorso, con due sole fermate per permettere al presidente Kennedy di stringere la mano dapprima ad alcune suore cattoliche e poi ad alcuni bambini. Poco prima che la limousine voltasse su Main Street, un uomo corse verso l'auto, ma venne bloccato da un agente dei Servizi segreti e spinto via. Alle 12.29, la Limousine entrò in Dealey Plaza dopo aver svoltato a destra di 90º da Main Street su Houston Street scendendo al di sotto dei 18 km/h. Oltre due dozzine tra foto amatori e professionisti, attendevano il passaggio del presidente. Alle 12.30, il presidente Kennedy lentamente passava di fronte al deposito di libri della Texas School, la limousine compì una svolta a sinistra di 120º di fronte al deposito, che dista solo 20 metri (circa 65 piedi).[senza fonte]

L'attentato e la morte

Il presidente John Fitzgerald Kennedy e la moglie Jacqueline Bouvier salirono su una limousine Lincoln sedendo nella parte posteriore, mentre sui sedili centrali sedettero John Connally, governatore del Texas, e sua moglie; la limousine rallentò in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street e, mentre il Presidente ed il Governatore salutavano la folla, diversi colpi di fucile furono esplosi in direzione della vettura ed uno di essi colpì J.F.K. alla testa, causandogli un'ampia ferita, rivelatasi poi mortale. La maggior parte dei testimoni riferirà di avere udito tre spari.[16]
Immediatamente la limousine si diresse verso il Parkland Memorial Hospital, dove i medici Carrico e Malcom Perry, si adoperarono per salvare la vita del presidente degli Stati Uniti d'America. Intanto, immediatamente, 75-90 secondi dopo l'ultimo sparo, al secondo piano del deposito di libri, Oswald si trovò di fronte al poliziotto Marion Baker. Baker attestò che ricordava di aver udito il rimbombo dei colpi approssimativamente « [...] nella costruzione di fronte a me, o in quella a destra»[17], cioè da un altro edificio e fermò Oswald ma lì, davanti alla sala da pranzo, Oswald fu identificato dal sovrintendente dell'edificio, Roy Truly, che disse di lasciarlo andare. Sia Baker che Truly testimoniarono che Oswald appariva « [...] calmo, freddo, normale e in alcun modo senza fiato» e non era sudato.
Quando Oswald fu visto anche dalla segretaria del deposito al primo piano, aveva una bottiglia acquistata ad un distributore automatico in sala da pranzo.[18] Verso le 12.33 Oswald lasciò il deposito della Texas School e la Commissione concluse che Oswald aveva percorso una distanza minima di 105 metri (346 piedi) dalla finestra esterna del sesto piano al primo piano.[19]
Il fucile un Mannlicher-Carcano, spesso confuso con il simile Mauser, del peso di circa 3,6 chilogrammi (8 libbre), calibro 6,5 millimetri, con un mirino telescopico a 4 ingrandimenti, venne ritrovato alle 13.22 dalla polizia di Dallas, vicino alla finestra del 6º piano, posizionato verticalmente, chi dice appoggiato sul calcio e chi nascosto dietro una pila di libri.[20] Dopo il ritrovamento, il fucile fu fotografato[senza fonte] prima di essere toccato.
Alle 12.40 circa, il portone della Texas School Book, fu chiuso dalle autorità.[21] Fuori, intanto, polizia, detective, testimoni e altre persone si dirigevano verso la collinetta erbosa, nel parcheggio retrostante e al magazzino della ferrovia (dalle 12.30 alle 12.39 circa)[senza fonte]. La zona intorno al Dealey Plaza e i palazzi non furono isolati e dopo soli 10 minuti dall'assassinio, alcune fotografie mostrano veicoli che andavano e venivano su Elm Street, intorno alla scena del crimine. Alle 13.00 dopo aver preso un autobus e un taxi, Oswald ritornò alla sua camera nella pensione di North Beckely Street al numero 1026 e, come disse la proprietaria, ne uscì verso 13.03 – 13.04, quando lo vide l'ultima volta alla fermata dell'autobus.
Dalle 13.00 alle 13.35 Johnny Calvin Brewer, che lavorava come manager al negozio di calzature Hardy's vicino al teatro sul Jefferson Bd., dichiarò che Oswald si voltò verso la via e si nascose all'entrata del negozio non appena sentì le sirene della polizia. Quando Oswald lasciò il negozio, Brewer lo seguì e lo vide entrare al cinema senza pagare, dato che la giovane donna allo sportello, Julie Postal, era distratta. Brewer avvertì la donna che a sua volta informò la polizia di Dallas intorno alle 13.40. Al cinema diversi testimoni videro Oswald spostarsi e cambiare diverse volte il posto.
Almeno due dozzine di poliziotti, sceriffi e detective arrivarono al Texas Theatre perché avevano individuato Oswald come l'assassino di Tippit. Quando tentarono di arrestarlo erano circa le 13.50; Oswald reagì, secondo la polizia, tentando di sparare al proprietario, ma venne bloccato. Alle 15.01, ora di Dallas, solo un'ora dopo che Oswald fu portato alla prigione di Dallas, il direttore dell'FBI J. Edgar Hoover, scrisse un memorandum al suo assistente. «Ho chiamato il procuratore generale a casa sua e gli ho detto che penso di avere tra le mani l'uomo che ha ucciso il presidente».[22]
Nel frattempo al Parkland Memorial Hospital, mentre i giornalisti aumentavano, un prete amministrò l'estrema unzione al presidente. I dottori lavorarono freneticamente per salvargli la vita, ma le sue condizioni erano disperate. Alle 13.00 dopo che l'attività cardiaca era cessata, e dopo il rito dell'estrema unzione, il presidente John F.Kennedy fu dichiarato morto. Il personale medico della sala traumatologica n.1 che aveva curato il presidente disse che il presidente era "moribondo" e che non aveva chance di sopravvivenza quando arrivò all'ospedale. Il prete che somministrò l'estrema unzione dichiarò al New York Times che il presidente era morto poco dopo il suo arrivo all'ospedale. Il governatore Connally intanto subì due interventi chirurgici.
Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Lyndon Johnson, ordinò che l'annuncio della morte del Presidente Kennedy fosse dato solo dopo che lui aveva lasciato l'ospedale. Quindi il presidente fu dichiarato morto alle 13.00, ma l'annuncio ufficiale venne dato solo mezz'ora più tardi.
All'incirca alle 13.33, il segretario della Casa Bianca Malcolm Kilduff, diede l'annuncio ufficiale nella sala conferenze dell'ospedale con giornalisti e membri dello staff medico.
« Il presidente John Fitzgerald Kennedy è morto oggi approssimativamente alle 1:00 p.m., qui a Dallas. È morto per una ferita di arma da fuoco al cervello. Per quanto riguarda l'assassinio del Presidente, per ora non ho altri particolari[23]... »
(Malcolm Kilduff)
Alle 2:38 EST, quando Walter Cronkite della CBS fece riferimento alle spaventose dimostrazioni a Dallas contro l'ambasciatore Adlai Stevenson II del mese precedente, ci fu un susseguirsi di notizie discordanti sulla morte del Presidente. Quando arrivò poi la conferma, Cronkite rimase in silenzio qualche secondo, poi lesse l'annuncio:
« Da Dallas, Texas, ultim'ora, apparentemente ufficiale, il Presidente Kennedy è morto all'1.00 p.m. CST, 2.00 EST, circa 38 minuti fa. (Breve pausa, Cronkite si schiarisce la gola, cerca di regolare le notizie scioccanti) Il Vice presidente Lyndon Johnson ha lasciato l'ospedale di Dallas, ma non sappiamo cosa succederà. Probabilmente pronuncerà a breve il giuramento e diventerà il 36º presidente degli Stati Uniti »
Alla NBC, Chet Huntley, Bill Ryan e Frank McGee condussero da New York con rapporti di David Brinkley da Washington, l'affiliata WBAP-TV (ora KXSA-TV) da Fort Worth, e Robert MacNeil (via telefono) dal Parkland Hospital. Durante i primi 35 minuti ci furono grosse difficoltà tecniche di collegamento tra Fort Worth TV e l'ospedale, tanto che in un primo momento Huntley alluse alla morte di Franklin Delano Roosevelt, interrotto da Ryan che leggeva la notizia dell'Associated Press sulla morte del presidente citando come fonti i preti cattolici che gli avevano dato l'estrema unzione.
Poco dopo la NBC passò a Charles Murphy della WBAP-TV a Fort Worth che, suffragando con bollettini della polizia di Dallas, notificò la morte ufficiale del presidente. Alle 2.39 pm. McGee, che aveva appena ripetuto le notizie di MacNeil arrivate in diretta, stabilì una connessione audio, annunciando che aveva MacNeil in linea con nuovi rapporti da Parkland.
La prima parte risultò senza audio:
«Il segretario della Casa Bianca [...] Malcolm Kilduff... ha appena annunciato che il Presidente Kennedy.... morto intorno all'1.00 CST, circa 35 minuti fa....»
A questo punto, arrivò l'audio. Mcgee continua a ripetere i frammenti:
« [...] dopo una sparatoria (dopo una sparatoria).... da un assalitore sconosciuto (da un assalitore sconosciuto)....mentre il corteo passava nel centro di Dallas (mentre il corteo passava nel centro di Dallas)».
Dopo la telefonata, McGeen fu visto asciugarsi gli occhi.
Dalla radio locale KLIF, Gary Delaune, Gordon McLendon e Joe Long (che avevano commentato l'arrivo del Presidente all'aeroporto Love Field), trasmisero la notizia come la ricevettero. Sotto stress, cercavano di dividere le fonti ufficiali da quelle non ufficiali, soprattutto quelle che riguardassero la morte del presidente. All'incirca alle 2.38 pm. Long trasmise questo flash ufficiale:
«Il Presidente Kennedy è morto, Gordon. Questo è il comunicato ufficiale.»
Alle 14.05 il corpo del presidente JFK lasciò l'ospedale e fu trasportato sull'Air Force One, dove alcuni sedili erano stati rimossi per accogliere la bara. Per molti studiosi questa fu un'azione illegale, perché il corpo venne spostato senza prima aver fatto effettuare un esame forense dal coroner di Dallas secondo le leggi dello Stato del Texas; la morte del presidente, allora catalogata come un crimine di Stato e non federale, sarebbe dovuta sottostare alle leggi del Texas.

Diffusione della notizia

Da Dallas, gli ascoltatori locali della KLIF radio ascoltarono il primo bollettino all'incirca verso le 12.39 CST. La canzone I have a boyfriend del gruppo musicale The Chiffons fu interrotta e l'operatore radio Gary Delaune fece il seguente annuncio:
« Bollettino KLIF da Dallas: A quanto si dice, tre colpi d'arma da fuoco sono stati indirizzati al corteo del Presidente Kennedy oggi nel centro della città. Radio KLIF sta appurando le numerose notizie: restate sintonizzati »
I telespettatori della ABC-TV locale di Dallas seguivano una sfilata di abiti femminili quando improvvisamente apparve il giornalista Jay Watson, senza fiato, accorso alla stazione in Dealey Plaza:
« Buon pomeriggio signore e signori. Vogliate scusarmi se sono senza fiato, ma circa 10-15 minuti fa un tragico evento è accaduto nella città di Dallas. Lasciatemi dire questo (diede brevemente un'occhiata al foglio che teneva alla mano sinistra) e io vorrei… vogliate scusarmi se sono senza fiato. Un bollettino, proveniente dalla Sala Stampa di Dallas: il Presidente Kennedy e il governatore John Connally sono stati feriti da colpi d'arma da fuoco nel centro di Dallas »
Quelle annunciate dal giornalista Don Gardner alle 13.36 CST dalla ABC Radio network furono le prime notizie rese pubblicamente alla nazione sulla sparatoria:
« Interrompiamo questo programma per trasmettervi questo rapporto speciale della ABC Radio. C'è un rapporto speciale da Dallas, Texas. Tre colpi d'arma da fuoco hanno colpito il corteo del Presidente Kennedy oggi in centro a Dallas, Texas. Questa è la ABC Radio »
Quattro minuti dopo, il telegiornale della CBS interruppe la soap opera As the world turns con il primo rapporto (non in video) di Walter Cronkite:
« Bollettino della CBS News, A Dallas, Texas, tre colpi d'arma da fuoco hanno colpito il corteo del Presidente Kennedy. Le prime notizie dicono che il Presidente Kennedy ha riportato serie ferite da questa sparatoria. »
Nel contempo, la ABC e la NBC interruppero le trasmissioni. Dal quartier generale a New York, la WABC-TV, diramò la sua prima notizia alle 13.42, interrompendo Father knows best. Tre minuti dopo, l'annunciatore televisivo Don Pardo, interruppe la sit-com Bachelor Father della WNBC-TV con la notizia.
Intorno alle 14.00, tutti i network avevano sospeso la regolare programmazione televisiva per aggiornamenti con i maggiori dettagli che arrivavano da Dallas. L'annuncio ufficiale della morte del Presidente fu dato circa 40 minuti dopo; nessun programma regolare o commerciale fu mandato in onda fino al martedì seguente.
La televisione, per la prima volta nella storia, seguì una diretta non-stop per quattro giorni. L'assassinio del presidente Kennedy fu la più lunga ininterrotta sequenza di notizie nella storia della televisione fino alle ore 9.00 dell'11 settembre 2001, quando i network trasmisero in diretta per 72 ore consecutive in seguito all'attacco terroristico al World Trade Center di New York ed al Pentagono di Washington. Lo stesso giorno alcune testate giornalistiche uscirono in edizione straordinaria per dare la notizia. Uno fra tanti il The Goshen News datato 22 novembre 1963 con il titolo "JFK IS DEAD!!" pubblicando quanto ancora poco si sapeva.

Il rientro a Washington

Lyndon B. Johnson presta giuramento nell'ufficio dell'aereo presidenziale. Accanto Jacqueline con gli abiti macchiati di sangue.
Una volta che il corpo del presidente Kennedy fu sull'aereo, Lyndon Johnson, con a fianco Jacqueline, alle 14.38, giurò fedeltà alla costituzione nelle mani del giudice Sarah T.Hughes e divenne il 36º presidente degli Stati Uniti d'America.
Intorno alle 18,00 l'aereo dell'Air Force One atterrò alla base aerea Andrews, vicino a Washington, dove la bara fu caricata su un'ambulanza militare e portata all'ospedale navale di Bethesda per l'autopsia e le preparazioni funebri. Quando Jacqueline salì a bordo, il suo tailleur rosa e le gambe erano ancora macchiati dal sangue di suo marito. Per tutto il pomeriggio e fino al mattino del giorno successivo si rifiutò di lasciare il corpo di suo marito se non per il giuramento di Johnson. Altresì rifiutò di cambiarsi d'abito, dichiarando: «Devono vedere cos'hanno fatto».[senza fonte]

Le indagini

La commissione Warren e l'arresto di Oswald

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Commissione Warren e Lee Harvey Oswald.
Lee Harvey Oswald al momento dell'arresto.
Responsabile dell'assassinio venne ritenuto Lee Harvey Oswald, un impiegato della Texas School Book Depository in Dealey Plaza. Subito fu catturato per l'assassinio di un poliziotto e in seguito imputato anche dell'assassinio del presidente Kennedy ma lui non confessò mai e sostenne di essere un capro espiatorio[24].
Foto segnaletica di Lee Harvey Oswald (Dallas, 23 novembre 1963).
Oswald fu interrogato dalla polizia per circa 18 ore. Oswald non arrivò mai a un regolare processo perché venne ucciso a sua volta due giorni dopo l'arresto dal gestore di un night club, Jack Ruby il quale, subito arrestato ed interrogato dalla polizia di Dallas, sul motivo del suo gesto, disse: «Non volevo essere un eroe, l'ho fatto per Jacqueline»[25] e «Volevo risparmiare alla moglie del presidente il processo dell'uomo accusato di aver ucciso il marito».
Entrato in carica da vice a Presidente, Lyndon B. Johnson affidò subito il lavoro investigativo al presidente della Corte Suprema Earl Warren. Venne poi costituita la commissione Warren, che aveva come compito di mettere insieme tutto il materiale (i movimenti di Oswald, testimonianze, indizi, filmati) e produrre una valutazione tecnico-giuridica sull'accaduto; la commissione volle mantenere pubbliche le indagini in corso ed i relativi riscontri. Dal canto suo l'FBI procedette parallelamente con le indagini.
Le indagini dell'FBI fornirono all'organo oltre 25.000 interviste, 2.300 rapporti, 553 interrogatori, e nel settembre 1964 la Commissione per investigare sull'assassinio del Presidente presentò il suo rapporto finale: Lee Harvey Oswald ha ucciso da solo il Presidente; Jack Ruby ha ucciso da solo Lee Oswald.
Foto del V e VI piano della Texas School Book Depository.
Secondo la commissione, Lee H. Oswald psicolabile, mentalmente disturbato, frustrato, fortemente filo-castrista e violento decise di diventare famoso uccidendo il presidente Kennedy. Quando la limousine terminò la curva, dal sesto piano della Texas School Book in Dealey Plaza, sparò un primo colpo di fucile.[26] Alcuni si voltarono per cercare di capire cosa stesse succedendo ed il Presidente Kennedy smise di salutare. Circa due secondi dopo fu esploso un secondo colpo: il proiettile colpì Kennedy alla schiena, uscì dalla gola, entrò nella schiena di Connally, gli perforò il torace, trapassò il polso destro, fratturando il radio e proseguì sino a fermarsi nella coscia sinistra del governatore. Un terzo colpo sempre esploso alle spalle del corteo, colpì il presidente alla testa causando la ferita mortale. Ciò comporta che Oswald avrebbe sparato 3 colpi dalla finestra e con due proiettili sarebbe riuscito ad uccidere il Presidente ed a ferire Connally. Dal rapporto emerge che il proiettile quasi intero rinvenuto sulla barella del governatore Connally e due frammenti piuttosto grandi rinvenuti nella limousine presidenziale erano stati sparati dal fucile Mannlicher Carcano trovato al sesto piano del deposito dei libri, escludendo così l'uso di qualsiasi altra arma.[senza fonte]

La teoria della "pallottola magica"

Le conclusione della commissione Warren affermò una tesi, passata alla storia come quella "della pallottola magica", riferendosi a quel proiettile che causò sette ferite complessive a Kennedy e Connally, rimanendo sostanzialmente integro.
La traiettoria della "pallottola magica" secondo la ricostruzione ufficiale
Il 30 settembre 1976 la Camera dei Rappresentanti, visti i fiumi di critiche nate dalla pubblicazione del rapporto della commissione, decise di creare un secondo organo che riesaminasse tutto il materiale probatorio sul caso Kennedy. Nello stesso anno venne creata la HSCA House Select Committee on Assassinations presieduta da un senatore dell'Ohio, Louis Stokes e coordinata da G. Robert Blakey, avvocato. Per l'HSCA il delitto fu il risultato di una probabile cospirazione anche se non fu possibile determinarne la natura né identificare i partecipanti (oltre a Oswald).
Ricostruzione balistica dell'omicidio di Kennedy.
La teoria si basava su rapporti incrociati dei reperti balistici (pallottole trovate o perdute), di quelli visivi (ad esempio il filmato di Abraham Zapruder che registrò una sequenza di 26 secondi, su una pellicola da 8 millimetri, priva di audio) e di quelli sonori (registrazioni delle varie trasmissioni dei poliziotti che avevano la radio aperta al momento degli spari). Il rapporto HSCA confermò la ricostruzione della Warren Commission, ma individuò con una probabilità del 96% un quarto sparo, ad opera di un secondo tiratore, presumibilmente appostato su di una collinetta erbosa (Grassy Knoll) situata sul lato destro di Elm street.

La ricostruzione secondo la commissione Warren

Oswald si sarebbe appartato al sesto piano in mezzo ad alcuni scatoloni spostati di recente davanti alla finestra dalla quale partirono gli spari, secondo la balistica, e montò il fucile, il Carcano Mod. 91 che aveva acquistato per corrispondenza grazie alle leggi texane sulle armi da fuoco, e utilizzando un nome falso e una casella di fermoposta. Sugli scatoloni vi erano solo le sue impronte digitali. Mentre il corteo del Presidente stava attraversando la città dall'aeroporto di Dallas, per recarsi al Trade Mart, un centro di uffici in periferia in cui Kennedy era atteso per un discorso e un banchetto, alle 12.30 in Dealey Plaza, si sentirono degli spari[27] registrati dalla Centrale di Polizia di Dallas. Dalle fotografie si vede che un primo colpo a vuoto fece voltare le persone a guardare indietro e ferì leggermente un passante al volto, un secondo colpo ferì Kennedy alle spalle e Kennedy sofferente avrebbe portato le mani alla gola e John Connally sofferente ferito. Il proiettile, entrato nella schiena di Kennedy e uscito dalla trachea, successivamente colpì Connally, in posizione non allineata col presidente, mentre la limousine svoltava ed entrambi guardavano a destra. La pallottola, intatta per aver attraversato solo tessuti molli nel corpo di Kennedy, gli incrinò una costola, gli ruppe il radio, e persa potenza, si fermò nella coscia (successivamente cadde nella barella, danneggiata in parte dall'impatto con le ossa del governatore, ma intera). Dopo cinque secondi, mentre la macchina stava per accelerare un terzo colpo mortale colpì Kennedy alla testa, facendo volare via una parte della calotta cranica, e un quarto colpo è dibattuto se sia stato sparato oppure no.[28]
Kennedy è colpito a morte, mentre il governatore del Texas Connally non è in pericolo di vita, perché il suo sedile era più basso e perché si è buttato giù di fianco al riparo sulle ginocchia della moglie Nellie, mentre Kennedy non poté a causa del busto ortopedico che portava. Dalle oltre 700 fotografie scattate in Dealey Plaza e fatte pervenire successivamente alla polizia, in alcune si vede che le persone in un primo momento si sono buttate a terra e in un secondo momento corrono subito in massa verso la Grassy Knoll, una collinetta erbosa presente nella piazza, per vedere chi avesse sparato. Mentre la limousine si avvia all'ospedale con Kennedy in fin di vita, alcuni poliziotti perlustrano il deposito di libri. Gli impiegati del quinto piano affermano di aver sentito tre colpi al piano di sopra. Qualcuno ha visto fuggire un giovane uomo alto e pallido, simile ad Oswald.
Dopo la sparatoria, Oswald, si fermò a prendere una bibita per non dare nell'occhio e abbandonò il luogo di lavoro senza chiedere un permesso, dopo essere stato brevemente trattenuto dalla polizia ma identificato subito dal proprio datore di lavoro ed al sesto piano la polizia rinvenne un fucile dove successivamente furono identificate le sue impronte; secondo la versione ufficiale dei fatti egli, uscito in tutta fretta in maglietta nonostante il clima di novembre, si recò alla pensione dove alloggiava durante la settimana e, presa la sua pistola, iniziò a girovagare per la città senza meta, mentre la polizia setacciava le strade di Dallas alla ricerca dell'attentatore. Poco dopo un poliziotto ferma un uomo che corrisponde al sospettato ma questi lo uccide con alcuni colpi di pistola. Notato camminare nei pressi di un cinema in atteggiamento sospetto, Oswald vi entrò senza pagare il biglietto e la cassiera chiamò la polizia. Per questo motivo, arrivarono 26 poliziotti, che lo consideravano l'assassino del collega, e Oswald dopo una breve colluttazione fu arrestato e portato alla centrale di polizia. Mentre veniva riconosciuto da alcuni testimoni come l'assassino del poliziotto J. D. Tippit (avvenuto in mattinata),[senza fonte] si venne a sapere del suo impiego al deposito sito nella piazza in cui era avvenuto l'omicidio del presidente. Il fucile trovato nell'edificio, vicino alla finestra, risultò essere il suo, in tasca gli trovarono la pistola carica, con la quale la polizia ritenne potesse avere ucciso l'agente di polizia Tippit: i proiettili erano gli stessi. Venne sottoposto al test dei nitrati, positivo per la mano, ma non per la guancia, fatto che non si verifica comunque sempre: la sua mano aveva certamente sparato.
Oswald negò tutto, viene ripetutamente fotografato mentre sorride alla folla e fa il saluto a pugno alzato, e, avvicinato da un giornalista durante un'improvvisata conferenza stampa nella quale aveva richiesto assistenza legale[29], sostenne di essere un capro espiatorio[30] ma non ebbe il tempo di dimostrarlo in un regolare processo: domenica 24 novembre, mentre veniva trasferito dalla Centrale della polizia di Dallas alla prigione della contea, venne ucciso da Jack Ruby, un gestore di un night club apparentemente affetto da turbe psichiche ma presumibilmente collegato a potenti mafiosi e indagato per cospirazione dalla commissione Warren presieduta da Earl Warren.

Le indagini della HSCA

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: United States House Select Committee on Assassinations.
La House Select Committee on Assassinations, costituita negli anni settanta concordò con la teoria della pallottola magica, ma non sui tempi esatti degli eventi, in quanto dalla registrazione sonora che ci fu, si sentono i primi 2 colpi sparati accavallati, a distanza di due secondi, uno dall'altro poi passano circa 5 secondi e poi si sente un terzo colpo accavallato ad un quarto colpo, ad una distanza di circa 1,5 secondi, uno dall'altro, ma quest'ultimo fu interpretato come un'eco.[31] il terzo sparo avrebbe colpito mortalmente Kennedy alla testa, tra 4,8 e 5,6 secondi dopo. Venne ritenuto probabile che tutti i danni provocati all'interno della limousine presidenziale, due sul parabrezza, uno sullo specchietto retrovisore e uno nell'imbottitura fossero dovuti alle schegge di due proiettili, ma non si poté stabilire quale dei tre.
La HASCA concluse che solo due spari avevano causato tutte le ferite. Un proiettile, non si sa quale, finì lontano colpendo di striscio un marciapiede, la cui scheggia ferì la guancia di un passante, James Teague, secondo la documentazione fotografica pubblicata dalla commissione Warren.

Conclusioni

Le conclusioni delle due inchieste ufficiali, quella della Commissione Warren e quella dell'United States House Select Committee on Assassinations, furono simili: Oswald aveva ucciso Kennedy da solo (per compiere un gesto importante e "rivoluzionario" che lo avrebbe reso famoso e avrebbe riscattato la sua vita) e poi era stato ucciso a sua volta da Ruby, che intendeva vendicare Kennedy sull'onda dell'emozione, e che era riuscito a sparare a causa dell'insufficiente sorveglianza nella stazione di polizia di Dallas. L'HSCA ammise comunque la possibilità che più persone avessero partecipato al delitto.

Le reazioni

Numerose e diverse furono le reazioni all'assassinio del 35º Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Subito dopo la sparatoria, prima che la morte fosse annunciata, ci fu solo una gran confusione. Essendo periodo di guerra fredda, inizialmente fu poco chiaro se la sparatoria facesse parte di un più grande attacco contro gli U.S.A. e se il vice presidente Johnson, che procedeva due vetture più indietro, fosse al sicuro.

Negli USA

Le notizie scossero la nazione: uomini e donne piangevano apertamente; le persone si riunivano nei grandi magazzini per guardare la TV che ininterrottamente seguiva gli eventi. Il traffico si bloccava e le notizie passavano di auto in auto. Le scuole degli U.S.A. e del Canada furono chiuse.
La rabbia contro il Texas e i texani fu segnalata in alcuni individui: diversi fan del Cleveland Browns, ad esempio, che la domenica successiva giocarono contro i Dallas Cowboys, denigrarono la città di Dallas scrivendo: "Hanno ucciso il Presidente".

Nel mondo

La maggior parte dei capi di Stato espressero la loro indignazione e cordoglio, alcuni alla radio, altri alla televisione, pronunciando messaggi di cordoglio e shock per l'assassinio. I governi di molti Paesi ordinarono le bandiere a mezz'asta e giorni di lutto. Molti si chiesero se il nuovo presidente Johnson avrebbe continuato la politica di Kennedy oppure no. Alle radio ed alle televisioni di molti paesi del mondo, dopo aver interrotto le trasmissioni, furono messe in onda solo musiche funebri, notiziari riguardanti l'assassinio del presidente, interviste o video riguardanti eventuali visite di Kennedy in quel Paese.
All'ambasciata americana e ai consolati di tutto il mondo i centralini furono sommersi di chiamate e il personale, scosso, spesso non rispose neppure. Furono aperti registri per le condoglianze; la morte del Presidente stemperò la guerra fredda ed entrambe le parti espressero dolore e cordoglio.

Nessun commento:

Posta un commento