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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+1%), sprint di Fincantieri, Stm e Leonardo. Lo spread sale a 71 punti
Il listino milanese consolida sopra la soglia psicologica di 45.000 punti. Prysmian: l’ad Massimo Battaini non esclude nuove acquisizioni | Banco Bpm, si assottiglia il patto italiano
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Ore 15:45 Wall Street inizia il 2026 in rialzo
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Ore 14:40 Il Ftse Mib consolida sopra 45 mila punti. Futures Usa positivi
- Ore 13:15 Il Ftse Mib consolida il rialzo con i titoli della difesa e Stm, lo spread sale a 71
- Ore 11:50 Il Ftse Mib lima i guadagni, frenato da Ferrari e Unicredit. Il petrolio vira al ribasso nonostante le tensioni geopolitiche
- Ore 10:20 Il Ftse Mib accelera al rialzo con Leonardo, l’euro cade: il Pmi manifatturiero dell’Eurozona si contrae ancora a dicembre 2025
- Ore 09:05 Il Ftse Mib sale con Mps e Saipem. Spread in aumento a 66
- Ore 07:50 Europa attesa in calo, dollaro sulla difensiva e oro inarrestabile
Il Ftse Mib chiude la prima seduta del 2026 a 45.374 punti, in rialzo dell’1%. La migliore è Fincantieri che guadagna il 5,8%, seguita da Stm (+4,3%) e Leonardo (+4,2%). In calo Nexi (-1,7%), Tim (-1,5%) e Brunello Cucinelli (-1,3%). Spread Btp/Bund in aumento a 71 punti.
Il 2026 inizia con il segno più anche per le altre borse europee. Il Dax di Francoforte cresce dello 0,2%, il Cac 40 di Parigi dello 0,6% e il Ftse 100 di Londra dello 0,2%. Ma la migliore è la borsa spagnola che comincia il nuovo anno con un +1,1%. Negli Stati Uniti Wall Street viaggia in lieve rialzo dopo due ore di scambi.
Ore 15:45 Wall Street inizia il 2026 in rialzo
Wall Street apre la prima seduta del 2026 in lieve rialzo. Dopo i primi scambi, il Nasdaq guadagna l’1%, il Dow Jones sale dello 0,2% mentre l’S&P 500 avanza dello 0,6% circa.
La liquidità dei mercati rimane contenuta, come nelle ultime sedute del 2025, ma secondo gli analisti di Danske Bank dovrebbe aumentare la prossima settimana. «Guardando avanti, la liquidità dovrebbe migliorare la prossima settimana, in concomitanza con un calendario di dati macroeconomici più completo», puntualizzano gli esperti.
I dati della prossima settimana includono le pubblicazioni sul mercato del lavoro statunitense e le indagini Ism, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve. Secondo Navellier & Associates la Fed dovrebbe tagliare i tassi di interesse quattro volte nel 2026 per portarli verso un livello neutrale. Barclays conferma invece la previsione di due tagli da 25 punti nel 2026, a marzo e a giugno.
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 45.392 punti, in crescita dell’1%. Fincantieri e Stm, entrambe in rialzo di oltre il 5%, traiano il listino milanese, mentre Campari (-1,2%), Nexi (-1,1%) e Brunello Cucinelli (-0,6%) chiudono il paniere delle blue chip.
Ore 14:40 Il Ftse Mib consolida sopra 45 mila punti. Futures Usa positivi
Con i futures Usa che accelerano al rialzo (+0,52% quello sull’S&P500 alle 14:40 ) a Piazza Affari l’indice Ftse Mib consolida sopra la soglia psicologica di 45.000 punti a 45.332 punti (+0,86%), restando sui massimi da aprile 2000.
Oltre a Mps, Popolare di Sondrio, Medioibanca, Stellantis, Leonardo, Fincantieri e Stm a sostenere il listino delle blue chip c’è anche Prysmian con un progresso del 2,64% in scia alle parole dell'ad, Massimo Battaini che, in un'intervista a La Repubblica, non ha escluso nuove acquisizioni nel 2026, dopo quella di Xtera, realizzata in partnership con Fincantieri, e ha previsto un altro anno in crescita.
«Studiamo sempre operazioni straordinarie, per essere pronti a cogliere le opportunità che dovessero presentarsi sul mercato», ha spiegato Battaini, «ma per ogni operazione bisogna essere in due, e noi vogliamo farci trovare preparati perché siamo nella posizione privilegiata di poter spingere sul consolidamento».
Secondo Intermonte, in prospettiva, la disponibilità del management a valutare m&a nel 2026 suggerisce un potenziale upside opzionale. Nel complesso, per la sim il messaggio dell’ad «è coerente con una visione di crescita sostenibile, supportata da megatrend di lungo periodo e da un posizionamento tecnologico difficilmente replicabile, elementi che continuiamo a ritenere centrali per la creazione di valore nel medio-lungo termine».
Ore 13:15 Il Ftse Mib consolida il rialzo con i titoli della difesa e Stm, lo spread sale a 71
Con i futures Usa che preannunciano un buon avvio di Wall Street (+0,44% quello sul Dow Jones e +0,58% quello sull’S&P500 alle 13:15) nel primo giorno di contrattazione del 2026, le borse europee restano positive (Dax +0,33%, Cac40 +0,34%, Ftse100 +0,54% e Ftse Mib +0,58% a 45.204 punti con i titoli della difesa, Leonardo e Fincantieri, che avanzano rispettivamente del 3,30% e del 4,85% perché ancora non si vede la fine della guerra in Ucraina, anzi le tensioni geopolitiche aumentano anche tra Stati Uniti e Iran, oltre che con il Venezuela; bene poi Mps con un +2,67%, Saipem con un +2% grazie ai nuovi contratti vinti e Stm con un +4,47%).
Lo spread Btp/Bund sale a quota 71,37 punti base. L'Agenzia delle Entrate ha segnato un record di rimborsi fiscali nel 2025: quasi 26,3 miliardi, oltre 2 miliardi in più rispetto al 2024, quando le somme rimborsate si attestarono a 24,2 miliardi (+8,5%). Si tratta «del miglior risultato di sempre», ha rimarcato l'Agenzia delle Entrate. Segno più anche per il numero dei pagamenti (oltre 4,1 milioni), in crescita di oltre il 5% sul 2024 (3,9 milioni).
Nel 2025 sono cresciuti i rimborsi a famiglie e imprese: dei 26,3 miliardi di rimborsi fiscali pagati nel 2025, quasi 5,3 miliardi riguardano imposte dirette: 3,5 miliardi di Irpef ritornati nella disponibilità delle famiglie e 1,8 miliardi di Ires restituiti alle imprese.
Ore 11:50 Il Ftse Mib lima i guadagni, frenato da Ferrari e Unicredit. Il petrolio vira al ribasso nonostante le tensioni geopolitiche
Piazza Affari lima i guadagni con l’indice Ftse Mib in rialzo dello 0,39% a 45.118 punti alle 11:50, frenato da Ferrari, Nexi, Terna e Unicredit, mentre proseguono spedite al rialzo Mps, Leonardo, Fincantieri, Eni, Saipem e Stm.
I prezzi del greggio tornano a perdere terreno (futures sul Brent -0,08% a 60,80 dollari al barile) dopo un tentativo di rimbalzo dalla maggior perdita annuale dal 2020, nonostante gli attacchi ucraini con droni alle strutture petrolifere russe, la pressione delle misure statunitensi sulle esportazioni venezuelane e la tensione in aumento tra gli Stati Uniti e l’Iran, dove da cinque giorni sono in corso proteste di piazza contro l’alta inflazione, la svalutazione della moneta e la stagnazione economica.
Il presidente americano Donald Trump «dovrebbe sapere che l’interferenza degli Stati Uniti» nella «questione interna» iraniana «significherebbe destabilizzare l’intera regione e distruggere gli interessi americani», ha scritto sul proprio account X Ali Larijani, consigliere della Guida suprema iraniana Ali Khamenei e segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, rilanciando e commentando il post su Truth in cui il tycoon ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire «se l’Iran spara e uccide con violenza manifestanti pacifici».
Al contempo in Medio Oriente, la crisi tra i produttori dell’Opec Arabia
Saudita ed Emirati Arabi Uniti per lo Yemen si è aggravata dopo la
sospensione dei voli all'aeroporto di Aden. L'episodio è avvenuto prima
dell'incontro tra i membri dell’Opec+ in programma il 4 gennaio.
Il calo del petrolio è imputabile anche all'abbondanza dell'offerta (aumento della produzione da parte dell'Opec+) e all'indebolimento della domanda, a causa del rallentamento della crescita globale, spiega Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac. Il bombardamento dell'Iran ha, in effetti, ridotto il premio geopolitico. «In modo forse controintuitivo, il petrolio reagisce meno alla violenza che al rischio di interruzione: finché i flussi restano sicuri, il premio di rischio diminuisce. Questa dinamica», conclude Thozet, «è in definitiva positiva per i consumatori, poiché le questioni relative all'accessibilità economica rimangono urgenti e favoriscono la tendenza alla disinflazione».
Ore 10:20 Il Ftse Mib accelera al rialzo con Leonardo, l’euro cade: il Pmi manifatturiero dell’Eurozona si contrae ancora a dicembre 2025
I mercati azionari europei si rafforzano in territorio positivo (Dax +0,6%, Cac40 +0,86%, Ftse100 +1% e Ftse Mib +0,82% a 45.314 punti alle 10:20 con Mps, Mediobanca, Leonardo, Fincantieri, Prymian, Stm, Tim, Eni, Enel e Moncler su di giri).
Indice Pmi del settore manifatturiero in area di contrazione in Eurozona e in Italia
Mentre lo spread Btp/Bund sale a 70,9 punti base e l’euro vira al ribasso (-0,08% a 1,1731 dollari) con l’indice Pmi del settore manifatturiero dell’Eurozona diminuito a dicembre a 48,8 da 49,6 di novembre, scendendo ulteriormente sotto la soglia di 50 punti, indicando quindi un peggioramento più marcato delle condizioni operative delle aziende manifatturiere.
Si tratta del valore più basso dell'indice principale da marzo del 2025 ed è inferiore alla stima preliminare di 49,2. Anche il sottoindice della produzione è sceso a 48,9 da 50,4 di novembre, segnando la prima contrazione da febbraio.
Solo in Italia il settore manifatturiero è tornato in area di contrazione a dicembre a 47,9 punti dai 50,6 di novembre. Nils Müller, Junior Economist di Hamburg Commercial Bank, ha sottolineato che «l'ultimo valore segna il maggior deterioramento delle condizioni operative da marzo e pone bruscamente fine al breve scatto di crescita osservato a novembre. La crisi è stata dovuta principalmente a un nuovo calo della produzione e dei nuovi ordini, entrambi contratti al ritmo più rapido degli ultimi nove mesi».
Più prestiti a imprese e famiglie
Invece, i prestiti alle imprese e alle famiglie della zona euro hanno registrato un'accelerazione a novembre. Secondo i dati della Bce, la crescita del credito alle imprese è aumentata al 3,1% a novembre dal 2,9% del mese precedente, ai massimi dalla metà del 2023, mentre la crescita dei prestiti alle famiglie al 2,9% dal 2,8%, il livello più alto dalla primavera del 2023.
Ore 09:05 Il Ftse Mib sale con Mps e Saipem. Spread in aumento a 66
Borse europee contrastate nella prima seduta del 2026. Francoforte perde lo 0,10% e Parigi lo 0,17%, viceversa Londra sale dello 0,14% e Milano dello 0,11% a 44.993 punti. Il dollaro, che ha perso oltre il 9% nel 2025, resta debole conto l’euro in attesa della lettura finale di dicembre dell’indice Pmi sul settore manifatturiero.
Focus sugli indici Pmi
Per l'Italia le stime sono per un indice in lieve calo a 50, esattamente sulla soglia che divide contrazione da crescita, rispetto al 50,5 di novembre. Per l'intera zona euro, le attese convergono su una conferma del dato preliminare a 49,2, in territorio di contrazione. Anche i numeri definitivi di Germania e Francia dovrebbero confermare le stime preliminari, rispettivamente a 47,7 e 50,6.
Lo spread Btp/Bund sale a 66 punti base
Dopo che nel 2025 lo spread con il Bund si è ristretto di 50 punti base, ai minimi dal 2009, il premio al rischio Italia-Germania sale a quota 66 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,549%. Gli operatori si aspettano l'annuncio di un nuovo sindacato da parte del Tesoro che tipicamente torna sul mercato in questa fase dell'anno.
- Leggi anche: Debito pubblico: nel 2026 il Tesoro deve rifinanziare 385 miliardi. Dal calo dello spread un tesoretto di 8 miliardi
A Milano bene Mps, Unicredit, Saipem, Stellantis
Sul listino italiano attenzione a Pirelli, stabile a quota 5,86 euro, visto che i soci italiani e cinesi hanno avviato trattative finalizzate a rendere la società conforme alle normative e a rafforzare la sua competitività nei mercati chiave, come ha detto il ministro della Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
- Leggi anche: Pirelli, convertiti in azioni quasi 500 milioni di bond: così si diluiscono Sinochem e Tronchetti Provera
Mentre Saipem, in rialzo dell’1,6% a 2,46 euro, si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, nell'ambito del long-term agreement in essere con Aramco 2223.SE, del valore di circa 600 milioni di dollari. E un altro contratto da 425 milioni di dollari per continuare lo sviluppo del più grande giacimento di gas naturale offshore della Turchia.
- Leggi anche: Saipem, nuovo contratto offshore in Turchia da 425 milioni di dollari. I piani di Ankara per il gas naturale
Quanto a Stellantis (+0,71% a 9,52 euro) ha rilanciato sul mercato americano il pickup Ram Trx con motore V8, in scia a un allentamento delle normative federali sulle emissioni in Usa. Il Ram 1500 Srt Trx 2027 sarà disponibile verso la fine del 2026 a un prezzo di 100.000 dollari.
Tra le banche, bene Unicredit (+0,75% a 71,45 euro) che ha firmato un accordo con il sindacato bancario Fabi e altre sigle sindacali per gestire il turnover del personale attraverso uscite volontarie e nuove assunzioni.
Mentre sul fronte della scalata a Commerzbank il ceo, Andrea Orcel, ha usato toni prudenti: «A questi livelli di valutazione, più il premio atteso, l’operazione non funzionerebbe per gli azionisti di Unicredit. La situazione potrebbe cambiare», ha spiegato Orcel in un’intervista alla testata finanziaria tedesca Boersen Zeitung, «se Commerzbank raggiungesse i propri obiettivi finanziari e la valutazione convergesse verso livelli più sensati».
Occhio anche a Banco Bpm (+0,27% a 13,055 euro) perché in in vista del rinnovo del cda nella prossima primavera, dalle ultime comunicazioni il patto di fondazioni e casse risulta in calo dal 6,51% al 5,93%. A vendere è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, scesa dall’1,24% allo 0,646%, cedendo quasi 10 milioni di titoli sul mercato.
- Leggi anche: Banco Bpm, si assottiglia il patto italiano. La Fondazione Lucca vende titoli e la compagine scende al 5,9%
Meglio Mps con un +2,61% a 9,368 euro. La banca senese ha comunicato di aver convocato per il prossimo 4 febbraio l’assemblea straordinaria degli azionisti per deliberare in merito ad alcune modifiche statutarie.
- Leggi anche: Mps, in arrivo l’ok della Bce sul nuovo statuto. Si apre il cantiere sulla lista del cda
Ore 07:50 Europa attesa in calo, dollaro sulla difensiva e oro inarrestabile
Borse europee attese in calo (-0,48% il futures sull’Eurostoxx50) nel primo giorno di contrattazione del 2026 ma con i mercati di Giappone e Cina ancora chiusi per festività. Le altre borse asiatiche hanno chiuso la seduta in rialzo, soprattutto l’indice Kospi della Corea del Sud (+2,2%) e l’indice Hang Seng di Hong Kong (+2,5%). Nonostante i volumi ridotti, l’appetito per il rischio è stato sostenuto dalla forza dei titoli tecnologici, in particolare dei produttori di semiconduttori, che hanno esteso i guadagni di fine 2025.
Tecnologici ancora in orbita
L’indice Kospi è stato tra i mercati principali con le migliori performance a livello mondiale nel 2025, con un aumento di oltre il 75%, sostenuto dalla forte domanda di semiconduttori utilizzati nell’intelligenza artificiale e nel calcolo ad alte prestazioni. I forti guadagni dei titoli tecnologici statunitensi a fine dicembre hanno contribuito a migliorare il sentiment in tutta l’Asia, rafforzando l’idea che gli investimenti nell’AI restino un fattore chiave per la performance azionaria anche nel 2026.
Euro sopra 1,1743 dollari in attesa del Pmi manifatturiero finale dell’Eurozona
Il dollaro, che nel 2025 ha registrato il più grande calo annuale in otto anni, resta sulla difensiva nei confronti dell’euro a 1,1743 (+0,02%) in attesa alle 10 della massa monetaria M3 a novembre e del Pmi manifatturiero finale a dicembre dell’Eurozona. Nei prossimi giorni è prevista la pubblicazione di una serie di dati economici ritardati dalla chiusura del governo statunitense, che potrebbero essere determinanti per stabilire fino a che punto si potrà arrivare a un taglio dei tassi negli Stati Uniti.
- Leggi anche: Tassi, ecco come sarà il 2026 delle banche centrali. Sulla Fed arriva il ciclone Trump, Bce in posizione migliore
L’indipendenza della Fed in primo piano
Gli operatori scontano solo il 15% di possibilità che la Fed allenti i tassi a gennaio, anche se si aspettano altri due tagli quest'anno. Resta in primo piano anche la questione dell'indipendenza della Fed. I nomi che sono stati fatti per succedere al presidente, Jerome Powell, sembrano, infatti, corrispondere al desiderio del presidente statunitense, Donald Trump, di influenzare la Fed.
- Leggi anche: Fed, Trump potrebbe ancora licenziare Powell: la Casa Bianca valuta di fare causa per «grave incompetenza»
Oro e argento inarrestabili
Per quanto riguarda le materie prime, il prezzo dell’oro sale ancora dopo aver chiuso l’anno precedente con un guadagno record di oltre il 60%, poiché l’indebolimento del dollaro e le aspettative di tassi di interesse più bassi hanno ravvivato la domanda di metallo prezioso. L’oro spot segna un rialzo dell’1,28% a 4.374,40 dollari l’oncia e i futures sull’oro guadagnano l’1,13% a 4.390 dollari l’oncia. La quotazione del lingotto è aumentata dopo essere scesa dai massimi storici nell’ultima settimana del 2025, con un rinnovato interesse all’acquisto emerso alla riapertura dei mercati dopo le festività di fine anno.
- Leggi anche: Oro ai massimi storici: ritorno al Gold Standard?
Anche le tensioni geopolitiche hanno svolto un ruolo chiave nel sostenere il prezzo del metallo giallo. I conflitti in corso in Europa e in Medio Oriente hanno alimentato la domanda di beni rifugio per tutto l’anno, insieme alle preoccupazioni sulla stabilità politica globale e sulla crescita economica hanno aumentato l’attrattiva dell’oro.
Inoltre, le banche centrali hanno continuato ad acquistare oro a un ritmo sostenuto, in particolare nei mercati emergenti, come parte degli sforzi per diversificare le riserve e ridurre la dipendenza dal dollaro. Argento e platino hanno mostrato andamenti simili. Il prezzo dell’argento sale del 3% a 73,30 dollari l’oncia, dopo i forti guadagni del 2025, e il platino del 2,5% a 2.102,3 dollari l’oncia. L’argento è balzato di quasi il 150% lo scorso anno, mentre il platino è schizzato del 110%.
I prezzi del petrolio rimbalzano
Invece, i prezzi del petrolio sono in lieve rialzo nel primo giorno di contrattazioni del 2026, dopo aver segnato lo scorso anno la maggior perdita annua dal 2020 poiché le preoccupazioni per l’eccesso di offerta e i dazi hanno superato i rischi geopolitici, mentre i droni ucraini hanno preso di mira impianti petroliferi russi e un blocco statunitense ha messo sotto pressione le esportazioni del Venezuela. I futures sul Brent crescono dello 0,72% a 61,29 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,73% a 57,84 dollari al barile.
Russia e Ucraina si sono scambiate accuse di attacchi contro civili nel giorno di Capodanno, nonostante i colloqui supervisionati dal presidente Trump, volti a porre fine alla guerra ormai quasi quadriennale. Negli ultimi mesi Kiev ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe, con l’obiettivo di tagliare le fonti di finanziamento di Mosca per la sua campagna militare in Ucraina.
E nell’ultima iniziativa dell’amministrazione Trump per aumentare la pressione sul presidente venezuelano Nicolás Maduro, Washington ha imposto mercoledì 31 dicembre sanzioni contro quattro società e le relative petroliere, accusate di operare nel settore petrolifero del Venezuela. Il blocco statunitense mira a impedire alle petroliere sanzionate di entrare o uscire dal Venezuela e sta costringendo la compagnia energetica statale Pdvsa a ricorrere a soluzioni estreme per evitare la chiusura degli impianti di raffinazione, mentre si accumulano le scorte di combustibile.
I movimenti contenuti dei prezzi del petrolio riflettono una lotta tra i rischi geopolitici di breve termine e i fondamentali di più lungo periodo, che indicano un eccesso di offerta in vista della riunione dell’Opec+ della prossima settimana (4 gennaio). Secondo June Goh, senior analyst di Sparta Commodities, i trader si aspettano che l’Opec+ continui a sospendere gli aumenti della produzione nel primo trimestre.
Mentre la Cina continuerà ad accumulare scorte di greggio nella prima metà dell’anno, fornendo supporto ai prezzi del greggio. Negli Stati Uniti, intanto, la produzione di petrolio ha raggiunto il record di 13,87 milioni di barili al giorno in ottobre, secondo quanto riportato mercoledì dalla Energy Information Administration. Le scorte di greggio sono diminuite, mentre le scorte di benzina e distillati sono aumentate la scorsa settimana grazie a un’attività di raffinazione robusta.
A Milano occhio a Pirelli, Saipem, Stellantis, Unicredit, Banco Bpm e Mps
Sul listino italiano attenzione a Pirelli visto che i soci italiani e cinesi hanno avviato trattative finalizzate a rendere la società conforme alle normative e a rafforzare la sua competitività nei mercati chiave, come ha detto il ministro della Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
- Leggi anche: Pirelli, convertiti in azioni quasi 500 milioni di bond: così si diluiscono Sinochem e Tronchetti Provera
Mentre Saipem si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, nell'ambito del long-term agreement in essere con Aramco 2223.SE, del valore di circa 600 milioni di dollari. E un altro contratto da 425 milioni di dollari per continuare lo sviluppo del più grande giacimento di gas naturale offshore della Turchia.
- Leggi anche: Saipem, nuovo contratto offshore in Turchia da 425 milioni di dollari. I piani di Ankara per il gas naturale
Quanto a Stellantis ha rilanciato sul mercato americano il pickup Ram Trx con motore V8, in scia a un allentamento delle normative federali sulle emissioni in Usa. Il Ram 1500 Srt Trx 2027 sarà disponibile verso la fine del 2026 a un prezzo di 100.000 dollari.
Tra le banche, Unicredit ha firmato un accordo con il sindacato bancario Fabi e altre sigle sindacali per gestire il turnover del personale attraverso uscite volontarie e nuove assunzioni.
Mentre sul fronte della scalata a Commerzbank il ceo, Andrea Orcel, ha usato toni prudenti: «A questi livelli di valutazione, più il premio atteso, l’operazione non funzionerebbe per gli azionisti di Unicredit. La situazione potrebbe cambiare», ha spiegato Orcel in un’intervista alla testata finanziaria tedesca Boersen Zeitung, «se Commerzbank raggiungesse i propri obiettivi finanziari e la valutazione convergesse verso livelli più sensati».
Occhio anche a Banco Bpm perché in in vista del rinnovo del cda nella prossima primavera, dalle ultime comunicazioni il patto di fondazioni e casse risulta in calo dal 6,51% al 5,93%. A vendere è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, scesa dall’1,24% allo 0,646%, cedendo quasi 10 milioni di titoli sul mercato.
- Leggi anche: Banco Bpm, si assottiglia il patto italiano. La Fondazione Lucca vende titoli e la compagine scende al 5,9%
Mentre Mps ha comunicato di aver convocato per il prossimo 4 febbraio l’assemblea straordinaria degli azionisti per deliberare in merito ad alcune modifiche statutarie.
- Leggi anche: Mps, in arrivo l’ok della Bce sul nuovo statuto. Si apre il cantiere sulla lista del cda
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